“Riprendersi l’Anima”
Chiedersi se siamo felici, se lo siamo stati o se speriamo di poterlo essere, può sembrare un esercizio provvisorio e perfino ingenuo, ma alla fine è l’unica domanda che ha un senso compiuto.
Ci sono libri che sfuggono alle rigide classificazioni di critici ed editori, e, parlando al cuore dei lettori, li accompagnano nel percorso spesso difficile e a volte esaltante della vita quotidiana. Sono libri capaci di indagare l’enigma della mente e l’abisso del cuore, rivelando l’unicità irriducibile di ogni essere umano e, al tempo stesso, le costanti che abitano in noi.
È il caso delle Confessioni di Sant’Agostino, dei Saggi di Montaigne, dei Pensieri di Pascal, dello Zibaldone di Leopardi.
E forse è il caso di Riprendersi l’anima di Paolo Crepet. Frugando nel proprio animo e nella propria memoria come in un bazar, per trovare sempre l’universale nascosto dietro ogni particolare, Crepet scrive il suo libro più importante, un antidoto contro l’omologazione, contro i rischi della tecnocrazia e della violenza sotterranea ed esplicita che percorre i nostri tempi.
Davanti alla tentazione di cedere a chi vuole annientarci, con la guerra, con il controllo, con la tentazione di rinunciare al fuoco che arde in noi, Crepet ricorda a sé stesso, e a chi decide di intraprendere questo viaggio con lui, per cosa vale la pena vivere. Ci ricorda che l’ombra e la luce, la musica e il silenzio, la quiete e il desiderio sono tutti momenti essenziali della nostra vita. Ci fa vedere come siano necessari il caldo e il freddo e quanto il tiepido, invece, sia un pericolo, un’anestesia che ottunde i nostri sensi e le nostre emozioni.
Alternando sapientemente riflessioni profonde, ricordi personali e storie meravigliose – come quella del corniciaio che non riusciva a lavorare a Guernica di Picasso, o di Mike, motociclista il cui amore ha saputo guarire una bambina – Crepet mette in scena il meraviglioso teatro delle emozioni umane e ci mostra con una chiarezza partecipe e commossa come respingere l’apatia, lo sconforto, la tentazione di cedere a chi ci vuole spenti. E, soprattutto, come riprenderci l’anima.
Apertura porte ore 20:30
Inizio show ore 21:30
Teatro all’aperto Le Ferriere
Comprensorio Ex Ilva
58022 Follonica (GR)
Per ragioni di sicurezza ed a tutela dell’incolumità fisica del minore, si sconsiglia fortemente di portare all’evento bambini di età inferiore ai 4 anni. I bambini di età inferiore ai 4 anni accompagnati da un adulto (maggiorenne) provvisto di regolare biglietto possono accedere gratuitamente al luogo dell’evento e assistere allo spettacolo, in numero di un bambino/a per ogni adulto accompagnatore, nel caso in cui l’adulto abbia un biglietto per un settore a posti seduti e numerati (il bambino NON ha diritto ad occupare un posto a sedere e deve essere necessariamente essere tenuto in braccio). I bambini di età inferiore ai 4 anni accompagnati da un adulto (maggiorenne) provvisto di regolare biglietto non possono accedere gratuitamente al luogo dell’evento nel caso in cui l’adulto abbia un biglietto per un settore a posti in piedi o seduti non numerati. Il bambino dai 4 anni compiuti in avanti paga il biglietto intero. Per accedere gratuitamente all’evento con bambini di età inferiore ai 4 anni compiuti, l’adulto accompagnatore deve essere in possesso di documento che provi l’età del minore.
I portatori di handicap possono acquistare un biglietto, ed entrare con un accompagnatore gratuito solo se provvisti di certificato di invalidità al 100%. I biglietti sono reperibili esclusivamente compilando il modulo a questo LINK . Onde evitare problemi all’ingresso e poter accedere ad una sistemazione consona, si sconsiglia fortemente l’acquisto di un biglietto generico. Solo per i disabili su carrozzina sono previsti dei posti predefiniti all’interno della platea.